Aliante.it >> Tecniche di Volo: il decollo e il veleggiamento

Tecniche di Pilotaggio dell'Aliante

L'aliante richiede, per la sua particolarità, un tipo di licenza differente rispetto a quella per il pilotaggio degli aeromobili a motore. Questo tipo di licenza è chiamata GPL, ovvero Glider Pilot Licence e corrisponde per quanto riguarda alcune nozioni teoriche richieste alla licenza per il volo a motore.

Tecniche di decollo

Si possono distinguere due procedure diverse per il decollo di un aliante veleggiatore:

Traino aereo:

In questo caso l'aliante è trainato, tramite un cavo lungo dai 30 ai 50 m, da un aereo (in genere dalle piccole dimensioni, il traino più comune è il Robin DR400, 4 posti e 180CV). Al raggiungimento di una certa quota, in genere tra i 400 e i 1000 m, l'aliante si sgancia dal cavo e comincia la lenta discesa in planata verso un aeroporto oppure alla ricerca delle correnti ascensionali per rimanere in volo.

Durante il traino aereo è necessario che il pilota manovri l'aliante con particolare attenzione ad ogni movimento del trainatore, e che ne segua scrupolosamente l'inclinazione alare specialmente durante la virata, e che si posizioni ad una certa altezza rispetto ad esso per non disturbarne l'assetto o entrare nella sua scia.

Esistono delle specifiche procedure di emergenza che, in caso di rottura del cavo o necessità da parte del trainatore di interrompere il traino, prevedono differenti manovre da effettuarsi a seconda dell'altezza dal suolo alla quale si trovasse l'aliante al momento dell'emergenza. Sia l'aliante che il trainatore sono dotati di un meccanismo di sgancio meccanico. Anche l'attività di traino necessita una specifica abilitazione, data la particolarità di questa attività rispetto alle normali operazioni su aerei a motore.

Durante la fase di traino, ovvero dal momento dell'allineamento su pista allo sgancio, il "complesso" dei due velivoli viene considerato ai fini del traffico aereo come un unico velivolo.

Traino al verricello:

Mediante un verricello, azionato da un potente motore (tra 200 e 400 CV), che avvolge un cavo metallico che può essere lungo anche 1,5 Km, l'aliante viene trainato lungo la pista fino a raggiungere la velocità di decollo alla quale alza il muso cominciando la salita.

Raggiunta la quota massima, all'incirca la metà della lunghezza del cavo, si sgancia per proseguire il volo in planata o alla ricerca di termiche.

Questo metodo consente di raggiungere quote minori e richiede maggiore attenzione da parte del pilota rispetto traino aereo, ma ha notevoli vantaggi in termini di tempo e di spesa: mentre un traino aereo costa tra i 20 e i 50 euro, un traino al verricello massimo 10 euro.

L'uso del verricello richiede un tipo di licenza GPL specifica. Il rischio maggiore è quello dello stallo accidentale di un'ala durante la manovra di richiamata al decollo, che può portare ad un loop a terra con serie conseguenze per il mezzo e il pilota.

Altre tecniche di traino:

Durante i primi anni del Volo a vela, soprattutto con gli alianti più leggeri, si sono usate altre tecniche di lancio, come il lancio con elastico o il traino da autoveicolo. Tuttavia queste tecniche sono andate in disuso per motivi pratici e di sicurezza.

Il Veleggiamento

L'aliante veleggiatore, essendo sprovvisto di propulsione, è obbligato a scendere rispetto all'aria circostante, affinché la componente del peso lungo la traiettoria sia uguale o superiore alla resistenza aerodinamica totale del velivolo. Tuttavia in alcune condizioni si verificano correnti ascensionali tali da permettere all'aliante di salire rispetto al terreno, pur continuando a scendere rispetto all'aria, la quale sale con velocià maggiore.

Questo tipo di correnti possono essere di varia natura e il pilota esperto analizza prima e durante il volo le condizioni meteorologiche per stabilirne la possibile presenza mediante, per esempio, l'osservazione delle nuvole. Grazie a questi fenomeni è possibile stabilire notevoli quote e distanze in aliante.

Data la forma quasi cilindrica delle correnti ascensionali termiche, gli alianti che salgono all'interno di esse devono eseguire un movimento a spirale, cioè in continua virata. Per convenzione, il senso di rotazione all'interno di una stessa termica occupata da più alianti è deciso dal primo di essi che entri in spirale. Quando gli alianti non si trovano in spirale o in altre fasi particolari del volo, effettuano generalmente planate rettilinee verso un'altra ascensione o un punto determinato. Questa fase del volo è detta in gergo traversone.